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Codice ed enneagramma

ISTJ ed enneagramma: cosa protegge questo ordine

Il test ti ha dato ISTJ mentre segnavi sul calendario la scadenza del bollo e il turno per le pulizie delle scale. Il numero dell’enneagramma in quelle lettere non c’è. Lo stesso ordine poggia, in persone diverse, su cose diverse: una rabbia che non sopporta il lavoro fatto alla buona, la vergogna di non valere niente senza risultati, o la paura che le richieste altrui si mangino tutte le forze.

01

Cosa dicono queste quattro lettere

  1. Da dove viene l’energia

    ESTJ
  2. Come si raccolgono le informazioni

    INTJ
  3. Con cosa si decide

    ISFJ
  4. Come si trattano i piani

    ISTP

Codice vicino: cambia una sola lettera

La persona con codice ISTJ fa il cambio di stagione dell’armadio nello stesso fine settimana di ogni anno. In rubrica ha idraulico, elettricista e caldaista, ognuno con la data dell’ultimo intervento. Prima di cambiare medico di base chiede ai vicini da quanti anni ci vanno. Al matrimonio del cugino balla il valzer con la nonna e poi torna al tavolo. Le lettere insieme danno la persona a cui la parrocchia affida i turni per la sagra, e che è difficile convincere a cambiare ciò che funziona.

Accanto c’è ISFJ e a prima vista non li distingui: entrambi riservati, puntuali, di parola. Li separa la lettera della decisione. Quando un collega timbra il cartellino per un altro, ISTJ lo segnala all’ufficio del personale, anche se quello se la prende; ISFJ chiude un occhio. ISTJ si prende cura dei genitori controllando che la caldaia abbia il bollino in regola, ISFJ facendo in modo che non pranzino da soli.

A cosa serve tutto quell’ordine, le lettere non lo dicono.

02

Tre motivi dietro lo stesso codice

Tre esempi su nove: questo codice può nascere da qualunque tipo

Non si torna indietro: dal codice non si risale al motivo

Lettera fragile: quella che con questo motivo regge meno

1

Perfezionista

Per l’uno con questo codice, l’ordine è il modo per non sentire l’errore come una macchia su di sé. Conserva ogni scontrino della farmacia per la detrazione, ed è la sua J. Gli sbagli li giudica da solo, in silenzio, ed è la sua I. Tutti e tre pagano il biglietto dell’autobus, ma l’uno lo convalida anche dove il controllore non sale da anni. Ciò che vacilla in lui è la T. Il rigore sembra impersonale, ma sotto c’è un giudizio su come le cose devono essere. Finché il giusto coincide con il regolamento, sembra logica; se deve escludere dall’associazione un socio che non paga perché è in difficoltà, giudica secondo equità, e il test può dare F.

3

Realizzatore

In un’azienda di Bologna, il tre con queste lettere è il capo reparto la cui linea non ha avuto un fermo in due anni. Gli serve un risultato misurabile: tempi, percentuali, commesse chiuse, e da qui vengono la S e la J. Le emozioni aspettano la chiusura della commessa e decide per efficienza, il che si legge come T. A tutti e tre piace chiudere un lavoro, ma il tre si assicura che il suo nome sia nel verbale. Ciò che lavora contro il codice è la I. Il riserbo non è carattere, è l’immagine che lì vince. In una start-up che premia chi si espone, in un anno terrebbe lui il discorso alla convention aziendale.

5

Osservatore

Il cinque dosa le forze come ci si dosa a un pranzo di Natale di sette ore. Le recupera da solo e dosa anche le persone, ed è la sua I. Decide sui fatti, perché i sentimenti chiedono coinvolgimento e il coinvolgimento costa, e da qui la T. Tutti e tre scelgono l’ombrellone in ultima fila, ma il cinque perché lì nessuno passa a chiacchierare. Ciò che vacilla in lui è la J. L’orario lo tiene come una recinzione contro le richieste altrui, non per amore delle cose finite. Senza scadenze dall’esterno, il suo progetto di catalogare i vini della cantina resta un foglio di calcolo con tre righe.

03

Come capire quale dei tre è il tuo

  1. Da fuori, lo stesso comportamento
  2. Una domanda su che cosa la persona difende
  3. Il tuo motivo, non le lettere

Tre persone con codice ISTJ fanno le cose allo stesso modo: scadenze rispettate, nessuna sorpresa. Dal comportamento il motivo non si vede.

L’uno e il tre li separa l’elogio. L’assemblea applaude il tuo bilancio del circolo, ma una fattura è finita nell’anno sbagliato. Pesa di meno? Se l’elogio non aiuta e la fattura tormenta ancora, è più vicino all’uno: il giudice è dentro. Se l’elogio chiude la questione, più vicino al tre: conta come appare il risultato agli occhi degli altri.

Il tre e il cinque si separano altrove. Cosa è peggio: il tuo nome ultimo nella classifica di vendite in ufficio, o una settimana in cui i parenti scoprono che sai sistemare i computer? Il tre regge l’assedio, non il fallimento; il cinque l’opposto.

L’uno e il cinque li distingue ciò che fa arrabbiare. Qualcuno butta il vetro nell’indifferenziata? Quella strada porta all’uno. Un’amica manda un vocale di dieci minuti e vuole risposta subito? Quella strada porta al cinque.

La più ingannevole è la domanda sull’elogio. ISTJ risponde con la J: la fattura tormenta perché c’è un punto aperto. Se l’inquietudine passa appena la sposti in silenzio, parlava l’abitudine. Il motivo si vede quando non si può più correggere: quell’errore dice qualcosa di te, o disturba solo finché qualcun altro non se ne accorge?

04

Cosa le lettere non dicono

Come una persona agisce: questo le lettere lo vedono

Quello che nelle quattro lettere manca

  • Livello di sviluppo
  • Sottotipo istintivo
  • Dove ti porta il carico

Fra enneagramma e MBTI non esiste una corrispondenza, e non siamo noi a inventarla: i due modelli tagliano la persona lungo linee diverse. Le tabelle che giri in rete nascono da osservazioni, non da misure, e fra loro non vanno d’accordo. Le misure esistono in una sola direzione, dall’enneatipo alle singole lettere: conoscendo l’enneatipo, le lettere si prevedono un po’ meglio. Questa pagina legge nella direzione opposta, dove misure non ce ne sono, quindi i tre motivi qui sopra sono esempi di come funziona il meccanismo, non un elenco, e l’enneatipo può essere uno qualsiasi dei nove. Nei momenti bui, chi ha codice ISTJ si irrigidisce sulle abitudini: stesso posto a tavola, stessa ora di cena. Nei momenti buoni, il suo ordine tranquillizza: niente si perde; il livello di sviluppo le lettere non lo distinguono. L’istinto dominante dice cosa protegge: risparmi e casa, un legame stretto o il buon nome. Sotto pressione l’uno scivola nella tristezza e nell’invidia per la leggerezza altrui, il tre nell’apatia, il cinque nella dispersione.

05

Domande

ISTJ, ma il test dell’enneagramma dice tre: è un errore?

No. Il legame misurato del tre va verso l’estroversione, quindi qui la I va contro i dati, ma i dati parlano di una proporzione, non di un divieto. Guarda da dove viene il tuo riserbo. Se vince nel tuo ambiente e in uno più rumoroso sparirebbe presto, è un tre dall’immagine silenziosa. Se il silenzio ti serve anche senza pubblico, torna alle domande sopra.

Perché faccio fatica a fare complimenti?

La misura nelle parole viene da T e I, comuni ai tre. Il motivo si vede in ciò che trattiene il complimento. L’uno lo dà solo quando il lavoro è davvero fatto bene. Il tre teme che lodare gli altri tolga luce ai propri risultati. Il cinque trova le parole di troppo un consumo che si può risparmiare.

È normale che io abbia più paura di sbagliare degli altri?

Il peso dell’errore cresce con S e J, e vale per tutti e tre. Cambia ciò che l’errore colpisce. Nell’uno colpisce il giudice interno, che non perdona. Nel tre colpisce l’immagine davanti agli altri. Nel cinque colpisce la sensazione di non aver saputo abbastanza.

Perché mi pesa chiedere un giorno di ferie?

J non ama lasciare lavori aperti, quindi c’entrano le lettere. Il motivo si vede in cosa pesa. L’uno teme di lasciare qualcosa fatto a metà. Il tre teme che la sua assenza si noti nei numeri. Il cinque teme di dover spiegare il perché e di aprire una conversazione che non vuole.

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