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Codice ed enneagramma

ISTP ed enneagramma: tre motivi dietro le mani ferme

Sul traghetto per la Sardegna si era bloccata la portiera di un camper in stiva: l’hai sbloccata con un cacciavite prima che arrivasse il personale, e poi di nuovo al bar. Per il test sei ISTP. Quale enneatipo ci sia sotto, le lettere non lo dicono: qui tre motivi senza parentela danno la stessa calma operosa. Il tuo non sta nel cacciavite, ma in ciò che quella sera ti è rimasto addosso.

01

Cosa dicono queste quattro lettere

  1. Da dove viene l’energia

    ESTP
  2. Come si raccolgono le informazioni

    INTP
  3. Con cosa si decide

    ISFP
  4. Come si trattano i piani

    ISTJ

Codice vicino: cambia una sola lettera

Alla grigliata di Ferragosto, un ISTP sta al barbecue, dove si parla poco, e quando la brace prende male è lui a rimetterla in sesto. Nella chat dei genitori della classe non scrive mai, ma se qualcuno gli chiede in privato un passaggio col furgone per portare un armadio, c’è, puntuale e con le cinghie. Le regole le rispetta finché funzionano, poi trova la scorciatoia. Il tempo libero è suo: vie ferrate sulle Dolomiti, un giro in moto sullo Stelvio, un motorino smontato sul tavolo della taverna. Colpisce l’insieme più dei singoli tratti: più la situazione si agita, più lui si calma, e quando non succede niente quasi non lo vedi.

Da fuori il codice che gli somiglia di più è ISTJ: stesso riserbo, stessa concretezza. Li divide l’ultima lettera. L’ISTJ consegna il 730 a maggio con le ricevute in ordine. L’ISTP lo manda l’ultimo giorno, e l’impianto elettrico della taverna lo rifà a metà, lo lascia così per un’estate e lo finisce in tre notti quando gli viene l’idea giusta per il quadro.

Perché viva così, però, le quattro lettere non lo raccontano.

02

Tre motivi dietro lo stesso codice

Tre esempi su nove: questo codice può nascere da qualunque tipo

Non si torna indietro: dal codice non si risale al motivo

Lettera fragile: quella che con questo motivo regge meno

8

Sfidante

Del proprio mestiere l’otto non accetta padroni. Al meccanico che gli propone un intervento inutile lo dice chiaro, senza curarsi del tono (T); lavora quando decide lui e molla l’incarico appena lo stringono (P). Tutti e tre rispondono a monosillabi, ma quelli dell’otto sono un confine: fin qui e non oltre. La I è la sua lettera più fragile. Tace finché nessuno invade il suo campo; se il capo gli cambia i turni senza chiedere, lo sente tutto il reparto.

2

Altruista

Per il due, il posto nella vita degli altri si conquista con le mani. Durante la visita si accorge che lo scaldabagno della nonna borbotta e lo sistema prima che lei chieda (S); se un collega gli chiede una mano a montare la cucina nuova, la cena con gli amici slitta senza discussioni (P). Aggiustare qualcosa senza invito lo fanno tutti e tre; il due poi aspetta un messaggio di ringraziamento e rilegge la chat quando non arriva. La T è il suo punto debole. Davanti a una centralina ragiona a freddo; quando deve scegliere chi tenere in squadra, tiene chi gli fa pena, non chi lavora meglio.

5

Osservatore

Ogni richiesta, per il cinque, è un prelievo da un conto che si svuota in fretta. Ai matrimoni si offre di fare da autista, così può andarsene prima (I), e sceglie l’auto leggendo le schede tecniche, non in base a come ci si sente al volante (T). Tutti e tre in pausa pranzo mangiano da soli; il cinque perché un’ora di chiacchiere gli costa il pomeriggio. La S è la sua lettera meno salda. Resta sul concreto finché ha davanti un pezzo da aggiustare; senza, passa le sere su video di fisica e schemi di motori mai visti, e al test risponde come una N.

03

Come capire quale dei tre è il tuo

  1. Da fuori, lo stesso comportamento
  2. Una domanda su che cosa la persona difende
  3. Il tuo motivo, non le lettere

Parlano poco, reggono quando qualcosa si rompe e ogni tanto spariscono: su questo i tre coincidono.

Tua sorella ti ha rinnovato l’assicurazione della moto senza chiederti niente. Cosa sale prima: la rabbia perché ha messo mano alle tue cose, o l’imbarazzo perché stavolta l’aiutato sei tu? La rabbia porta all’otto, l’imbarazzo al due.

Per lavoro ti trasferisci a Torino e per settimane nessuno ha bisogno di te. È finalmente tempo tuo o un vuoto in cui non sai a che servi? Il tempo tuo porta al cinque; il vuoto al due, che esiste solo se serve.

Nella casa al mare di famiglia i lavori li fai tu, e ora i cugini vogliono rifarla a modo loro. Cosa ti tieni: il diritto di imporre la tua linea, a costo di litigare, o quello di non metterci più piede? Imporsi porta all’otto, andarsene al cinque.

Sull’ultima scelta le lettere arrivano prima del motivo. Con ISTP si sceglie di andarsene senza pensarci: parlano la I e la P, per cui allontanarsi è la mossa abituale, e la risposta scivola da sola verso il cinque. Immagina che il cugino più deciso venga a cercarti e insista perché resti. Se sale la rabbia e la voglia di rimetterlo al suo posto, andartene era un modo per tenere il controllo: più vicino all’otto. Se sale stanchezza e voglia di sparire ancora di più, al cinque.

04

Cosa le lettere non dicono

Come una persona agisce: questo le lettere lo vedono

Quello che nelle quattro lettere manca

  • Livello di sviluppo
  • Sottotipo istintivo
  • Dove ti porta il carico

Fra enneagramma e MBTI non esiste una corrispondenza, e non siamo noi a inventarla: i due modelli tagliano la persona lungo linee diverse. Le tabelle che giri in rete nascono da osservazioni, non da misure, e fra loro non vanno d’accordo. Le misure esistono in una sola direzione, dall’enneatipo alle singole lettere: conoscendo l’enneatipo, le lettere si prevedono un po’ meglio. Questa pagina legge nella direzione opposta, dove misure non ce ne sono, quindi i tre motivi qui sopra sono esempi di come funziona il meccanismo, non un elenco, e l’enneatipo può essere uno qualsiasi dei nove. Nei livelli di sviluppo più bassi il riserbo diventa isolamento: al lavoro fa tutto da solo senza avvisare nessuno, e a casa risponde alzando le spalle. Sotto pressione prolungata i tre si separano, lettere invariate: l’otto si chiude e decide zitto di chi non fidarsi, il due pretende e incalza, il cinque si disperde in dieci cose. L’istinto dominante dice che cosa protegge questa indipendenza: casa e scorte, una persona sola, un posto nella compagnia.

05

Domande

ISTP, e il test dell’enneagramma dice due: è sbagliato?

Non per forza; guarda la T. In un due la freddezza può venire dal mestiere: una vite spanata non ha opinioni. Un amico ti chiede un parere sul locale che vuole aprire e che non reggerà: gli dici la verità o lo aiuti a montare il bancone? Se lo aiuti, la T poggia sul mestiere e il motivo è quello del due. Se glielo dici, riguarda il motivo.

In famiglia mi dicono freddo, ma io mi preoccupo per tutti. Chi ha ragione?

L’affetto fatto di gesti e non di parole viene dalle lettere: I tiene dentro, T e S passano all’azione. Il motivo si vede in ciò che eviti. L’otto protegge senza mostrarsi morbido: sarebbe un punto scoperto. Il due si preoccupa moltissimo e aspetta che qualcuno se ne accorga. Il cinque si preoccupa da lontano, per non spendere le forze della settimana.

Lavoro meglio col turno di notte, da solo. Dice qualcosa dell’enneatipo?

Preferire la notte e la solitudine è I con P: meno gente, meno orari imposti. Il motivo sta in ciò che la notte ti dà. All’otto dà un reparto dove nessuno gli dà ordini. Al cinque dà ore senza interruzioni, in cui la riserva si riempie invece di svuotarsi. Al due la notte pesa, a meno che proprio lì qualcuno abbia bisogno di lui.

Mi fido solo di ciò che posso toccare. Come trovo un motivo, che non si tocca?

Partendo da qualcosa di tangibile: le scelte che hai già fatto. Ripensa all’ultima volta che hai lasciato un lavoro o un gruppo. Se l’hai lasciato perché qualcuno voleva comandarti, guarda all’otto. Se perché ti toglieva troppo tempo e silenzio, al cinque. Se perché nessuno si accorgeva di quanto facevi, al due. Il motivo lascia tracce nei fatti.

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