Codice ed enneagramma
ESTP ed enneagramma: tre motori per la stessa fretta
Dal notaio sei tu a strappare l’ultimo sconto, e sulla via del ritorno ti fermi a guardare una moto usata che non era in programma. Il test dice ESTP; quale enneatipo ci stia sotto, dalle lettere non si ricava. Qui la stessa prontezza viene smontata fino ai tre motivi che la producono, e si vede dove si separano. Stessa mano veloce, tre ragioni che fra loro non si parlano.
01
Cosa dicono queste quattro lettere
L’ESTP impara il padel giocando, non dalle lezioni, e davanti a una situazione nuova prova subito, poi corregge. Quando il ristorante perde la prenotazione per venti persone, l’ESTP ha già convinto il titolare ad aprire il dehors mentre gli altri cercano ancora di chi sia la colpa. Il programma del sabato cambia due volte entro giovedì, perché nel frattempo è saltato fuori qualcosa di meglio. Dal concessionario tratta senza imbarazzo e senza rancore, dice in faccia la cosa scomoda, e in una riunione fatta solo di slide finisce a guardare il telefono. Insieme queste abitudini danno un gusto per il rischio calcolato sul posto, non sulla carta.
Da fuori lo si scambia spesso per un ESFP: stessa allegria, stesso ritmo, stessa passione per ciò che si tocca. La differenza sta nella T. Se un amico presenta un’idea d’impresa sballata, l’ESFP lo incoraggia e trova il lato buono; l’ESTP gli dice che i conti non tornano e gli propone un’altra strada. E a una cena l’ESFP si accorge di chi è rimasto male, l’ESTP di chi ha la parola decisiva.
Tutto questo mostra come si muove, non da che cosa scappa né verso che cosa corre.
02
Tre motivi dietro lo stesso codice
Tre esempi su nove: questo codice può nascere da qualunque tipo
Non si torna indietro: dal codice non si risale al motivo
Lettera fragile: quella che con questo motivo regge meno
Sfidante
Il geometra giura che il cantiere chiude a maggio: l’otto ci crederà quando vedrà smontare il ponteggio. Non finire in mano ad altri è il suo asse. Da lì la S, sfiducia per ciò che non si tocca: una promessa vale a bonifico arrivato, un rivale si conosce dopo averlo messo alla prova. E la P, rifiuto di farsi guidare: un’agenda fissata da altri la sposta per principio. Alzare la voce con chi non rispetta i patti lo fanno tutti e tre; l’otto lo fa perché cedere vorrebbe dire piegarsi. Regge meno la T: con gli estranei calcola a freddo, ma per un amico d’infanzia fa da garante a un mutuo che nessun conto giustificherebbe.
Realizzatore
Nei giorni di fiera, allo stand, il tre si sente a casa: il suo valore lo legge nei risultati, e lì arrivano in giornata. Il risultato deve essere visibile e vicino, da qui la S: un contratto firmato oggi, non un piano quinquennale. Le emozioni aspettano il turno, e fuori si vede la T: cifre, e un rifiuto incassato senza scene. Cambiare tono quando il cliente si distrae lo sanno fare tutti e tre; il tre cerca sul viso dell’altro la conferma di fare bella figura. Più fragile è la P. Finché l’ambiente corre, improvvisa; annunciata agli amici la maratona di Roma, spunta una tabella settimana per settimana, e guai a chi gliela sposta.
Entusiasta
A tre inviti per lo stesso sabato il sette risponde «forse passo», e sceglie alle nove. Così tiene viva la P: nessuna serata impegnata del tutto, un piano di riserva per ogni piano, un lavoro noioso lasciato a metà senza rimorsi. Anche la E gli fa da uscita: gente, rumore, il locale appena aperto lo allontanano da ciò che dentro fa male. Disdire all’ultimo un weekend già pagato capita a tutti e tre; il sette lo disdice quando comincia a pesare, non quando annoia o non rende. Regge peggio la S. L’attenzione vola nei progetti e il presente la trattiene solo se è piacevole: in sala d’attesa dal medico sta già prenotando il volo per il ponte.
03
Come capire quale dei tre è il tuo
- Da fuori, lo stesso comportamento
- Una domanda su che cosa la persona difende
- Il tuo motivo, non le lettere
Tutti e tre danno all’ESTP la stessa puntata rapida, lo stesso fastidio per gli orari altrui, la stessa franchezza nel trattare. Guardare come rischia non serve: rischiano tutti e tre, con pari disinvoltura.
Pensa all’ultima volta che hai perso davanti ad altri, magari a scopa al bar con mezzo paese a guardare. Che cosa brucia più a lungo: che qualcuno abbia avuto l’ultima parola su di te, o che ti abbiano visto perdere? Se ricordi chi ha dettato le condizioni, sei più vicino all’otto; se ricordi gli sguardi, al tre.
Hai comprato un casale da restaurare: due anni di pratiche e cantiere noioso per un risultato da rivista, oppure la libertà di rivenderlo a metà e passare ad altro. Quale tieni, se puoi tenerne una sola? Il risultato ammirato tira verso il tre, la porta aperta verso il sette.
L’assemblea di condominio approva un lavoro che non volevi, e la quota tocca anche a te. Dove va la prima spinta: impugnare la delibera o guardare case in affitto altrove? Chi sfonda è più vicino all’otto, chi sguscia via al sette.
Qui l’ESTP inciampa sulla partita persa, e risponde con la mossa dopo: «non ci penso, passo alla prossima». Parlano la S e la P, e la frase vale per tutti e tre. Se c’è solo un verbo al futuro e manca ciò che ti è dispiaciuto perdere, la domanda aspetta ancora.
04
Cosa le lettere non dicono
Come una persona agisce: questo le lettere lo vedono
Quello che nelle quattro lettere manca
- Livello di sviluppo
- Sottotipo istintivo
- Dove ti porta il carico
Fra enneagramma e MBTI non esiste una corrispondenza, e non siamo noi a inventarla: i due modelli tagliano la persona lungo linee diverse. Le tabelle che giri in rete nascono da osservazioni, non da misure, e fra loro non vanno d’accordo. Le misure esistono in una sola direzione, dall’enneatipo alle singole lettere: conoscendo l’enneatipo, le lettere si prevedono un po’ meglio. Questa pagina legge nella direzione opposta, dove misure non ce ne sono, quindi i tre motivi qui sopra sono esempi di come funziona il meccanismo, non un elenco, e l’enneatipo può essere uno qualsiasi dei nove. In basso la prontezza dell’ESTP scivola nell’azzardo: la puntata raddoppia senza conti, la trattativa diventa prepotenza, e il conto tocca ad altri. Con margine, lo stesso ESTP chiude il gas per primo se la cucina prende fuoco. Il sottotipo istintivo resta fuori dal codice: sicurezza dei propri, posto fra molti o una persona sola. Sotto carico l’otto ammutolisce e fa di conto, il tre affoga nelle incombenze, il sette si fa pignolo; ESTP resta ESTP.
05
Domande
ESTP, e il test dell’enneagramma dice sette: ho sbagliato qualcosa?
No, ma guarda bene la S. Le misure legano il sette alla N: l’attenzione corre alle idee e a ciò che verrà. Con queste lettere il presente tiene finché è piacevole. Ripensa all’ultima coda in questura per il passaporto: dov’era la tua testa? Se era già nel weekend e non in quella fila, test e codice non litigano: la tua S è un gusto, non un appoggio.
Di un ESTP si dice «vive di adrenalina». Il rischio è il motivo?
No, il rischio è la maniera, ed è la stessa per tutti e tre. L’otto rischia per non restare sotto la situazione, il tre per una vittoria che si veda, il sette per non stare fermo con ciò che fa male. Immagina di non poter più rischiare per un anno: che cosa pesa di più, perdere il volante, l’occasione di distinguerti o sentire una porta chiudersi?
Non mi piace scavare dentro di me. Come trovo il motivo?
Non serve scavare, basta un episodio. Prendi l’ultima volta che hai piantato in asso qualcuno o hai alzato la voce, e ricostruisci non ciò che hai fatto ma ciò che era diventato insopportabile un minuto prima. Con questo codice una scena torna più facile di un sentimento: lì si vede che cosa ti stavano togliendo, il comando, la faccia o l’uscita.
I progetti lunghi mi stufano presto. Vuol dire qualcosa?
La noia da sola no: sulla lunga distanza si annoiano tutti e tre, a modo loro. L’otto si sente stretto se non c’è niente contro cui spingere, il tre vuoto se il risultato non si vede, il sette in trappola se il progetto lo tiene vicino a qualcosa di spiacevole. Pensa a un progetto mollato: mancava resistenza, pubblico o via d’uscita?
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