enneagramwing

Codice ed enneagramma

ESFJ ed enneagramma: il collante ha tre motivi

Sei tu a raccogliere le quote per il regalo della maestra e a ricordare nella chat chi porta le bibite. Il test ti ha dato ESFJ, e ora cerchi l’enneatipo, che le lettere da sole non dicono. Qui, al posto di un numero, sotto la stessa premura compaiono tre motivi, uno per centro. Si può portare la stessa torta alla stessa festa per ragioni che non si somiglierebbero neppure a raccontarle.

01

Cosa dicono queste quattro lettere

  1. Da dove viene l’energia

    ISFJ
  2. Come si raccolgono le informazioni

    ENFJ
  3. Con cosa si decide

    ESTJ
  4. Come si trattano i piani

    ESFP

Codice vicino: cambia una sola lettera

L’ESFJ sa chi nel palazzo compie gli anni e chi festeggia l’onomastico, e il biglietto d’auguri arriva puntuale. Durante la settimana ritira la ricetta dal medico per la zia, telefona alla nonna sempre negli stessi giorni e, nella chat dei genitori, fissa la data della pizza di fine anno e poi la difende da ogni rinvio. Si parla volentieri di persone e di fatti, poco di teorie. Le decisioni passano per una domanda sola: come la prenderanno gli altri? Un impegno preso resta preso, e un forfait dell’ultimo minuto lo ferisce più di quanto lasci vedere.

L’ESTJ gli somiglia parecchio: stessa agenda fitta, stesso gusto per le cose fatte in tempo. Li divide la terza lettera. Se la data della gita non va bene a tutti, l’ESTJ mette ai voti e chiude; l’ESFJ cerca il giorno che non lasci indietro nessuno, anche a costo di altri dieci messaggi. E una critica l’ESTJ la fa in riunione, davanti a tutti, mentre l’ESFJ aspetta di restare a quattr’occhi e prima si informa su come va a casa.

Si vede benissimo come tiene insieme gli altri; perché ci tenga tanto, da questi gesti non traspare.

02

Tre motivi dietro lo stesso codice

Tre esempi su nove: questo codice può nascere da qualunque tipo

Non si torna indietro: dal codice non si risale al motivo

Lettera fragile: quella che con questo motivo regge meno

9

Pacificatore

Il nove lascia scegliere agli altri ristorante, data e menù, e poi si mette a organizzare quello che hanno scelto loro. Gli preme la quiete comune, e la ottiene sciogliendosi nel gruppo: va dove vanno tutti e ne prende l’umore, da cui la E; sceglie la soluzione che non offende nessuno, ed ecco la F. Fare da rappresentante dei genitori capita a molti ESFJ; il nove accetta perché un rifiuto creerebbe attrito. Più incerta di tutte è la J. Il suo ordine è preso in prestito dal calendario della scuola, della parrocchia, dei turni altrui, e nel primo anno di pensione le giornate perdono forma e il questionario scivola verso la P.

3

Realizzatore

Alla festa per la comunione del nipote, al tre importa che i parenti escano dicendo che era tutto perfetto, e che lo dicano a lui. Difende il diritto di valere, e una festa è il luogo dove il valore si vede: è opera sua sotto gli occhi di tutti (E), con inviti spediti per tempo e orari rispettati (J). Tenere il conto di chi ha già versato la quota lo fanno tutti e tre; per il tre un buco nei conti macchierebbe il suo nome. La lettera in dubbio è la F. Il calore rende perché è ciò che questo pubblico apprezza, e il tre lo offre; in una squadra commerciale con obiettivi mensili comincia a decidere sui numeri, e nel test riaffiora la T.

6

Custode

Da vent’anni lo stesso stabilimento balneare, lo stesso ombrellone in terza fila, la stessa pizzeria il sabato sera: il sei si fida di quello che ha già retto più che di una promessa nuova, ed è la S; un accordo preso va segnato e rispettato, ed è la J. Quando lo stabilimento cambia gestione dispiace a qualunque ESFJ, ma il sei si domanda quali altre certezze stiano per saltare. Contro di lui lavora la E, perché il legame misurato del sei punta verso la I. La sua socievolezza è l’agio fra i suoi; al tavolo degli sconosciuti di un matrimonio ascolta e tace, e un test fatto in un periodo di facce nuove può restituire una I.

03

Come capire quale dei tre è il tuo

  1. Da fuori, lo stesso comportamento
  2. Una domanda su che cosa la persona difende
  3. Il tuo motivo, non le lettere

Ricevere gente, ricordare le ricorrenze, tenere il calendario: ci riescono tutti e tre, e domandare se ti piace riunire le persone non separa nessuno.

Hai organizzato la gita di fine anno; all’ultima riunione la maestra ringrazia «tutti i genitori». Che cosa ti resta: il sollievo perché è filato tutto liscio, o la sensazione che il tuo lavoro sia svanito? Il sollievo indica il nove, a cui basta un giorno senza intoppi; lo svanire il tre, perché un impegno non visto lascia aperta la domanda su quanto vali.

Il comune ti chiede di coordinare la festa patronale, con il sindaco sul palco, ma dovresti lasciare la pro loco degli amici di sempre. A che cosa rinunci con più fatica: a farti vedere o alle persone su cui conti? La prima perdita pesa sul tre, la seconda sul sei.

I tuoi fratelli decidono di saltare il cenone della vigilia che da quindici anni si fa da te. Che cosa senti prima: la speranza che nessuno se la prenda, o l’allarme perché cede ciò su cui la famiglia poggiava? La speranza indica il nove, l’allarme il sei.

Con queste lettere si inciampa sulla domanda del comune. «E la pro loco come fa senza di me?» sembra un motivo, ma parlano la F e la J, l’abitudine a rispondere dei propri. Guarda il soggetto: nella risposta ci sono loro, la domanda chiedeva che cosa perdi tu.

04

Cosa le lettere non dicono

Come una persona agisce: questo le lettere lo vedono

Quello che nelle quattro lettere manca

  • Livello di sviluppo
  • Sottotipo istintivo
  • Dove ti porta il carico

Fra enneagramma e MBTI non esiste una corrispondenza, e non siamo noi a inventarla: i due modelli tagliano la persona lungo linee diverse. Le tabelle che giri in rete nascono da osservazioni, non da misure, e fra loro non vanno d’accordo. Le misure esistono in una sola direzione, dall’enneatipo alle singole lettere: conoscendo l’enneatipo, le lettere si prevedono un po’ meglio. Questa pagina legge nella direzione opposta, dove misure non ce ne sono, quindi i tre motivi qui sopra sono esempi di come funziona il meccanismo, non un elenco, e l’enneatipo può essere uno qualsiasi dei nove. Quando il meccanismo stringe, la premura dell’ESFJ diventa sorveglianza: tre telefonate per sapere se sono arrivati, il muso a chi non ha ricambiato un favore. Con margine quella premura è un regalo, e il codice non vede la differenza, come non vede il sottotipo istintivo: casa, una persona sola o il posto nella cerchia. Sotto carico uno sospetta secondi fini in ogni invito, un altro si spegne sul divano, un terzo riempie l’agenda; il codice resta.

05

Domande

ESFJ, ma il test dell’enneagramma mi dà il sei: qualcosa non torna?

Torna più di quanto sembri. Il legame misurato del sei va verso la I, e la tua E può essere l’agio fra i tuoi: i cugini, gli amici dell’oratorio, il coro. Ripensa a una cena dove conoscevi solo chi ti aveva invitato. Se hai osservato a lungo e hai preso la parola solo dopo una presentazione, il sei regge, e la E appartiene alla tua cerchia.

Mi vogliono tutti alle feste, ma dopo ho bisogno di silenzio. Sono davvero E?

La E dice verso dove si gira l’attenzione, non che l’energia sia infinita. Fare gli onori di casa alla maniera ESFJ vuol dire seguire insieme la cucina, la zia offesa e il bambino che piange: sfinirebbe chiunque. Per l’enneagramma conta di più la sera dopo. Riesci a riposare, ripassi ciò che è andato storto, o controlli che tutti siano rientrati?

Il giudizio degli altri mi pesa tantissimo: dice qualcosa del mio tipo?

Sentire l’aria che tira fa parte del codice: F ed E registrano in fretta approvazione e disapprovazione. L’enneagramma chiede di che cosa tratta quel giudizio. Se ti agita una lite intorno a te, la direzione è una; se ti brucia l’impegno passato inosservato, un’altra; se temi di trovarti fuori passo col tuo gruppo, una terza. Conta la ragione, non l’ansia.

In famiglia dicono che le feste le comando io. Sono le lettere o l’enneatipo?

L’abitudine a organizzare viene dalla E e dalla J: qualcuno deve pur fissare la data. Se sia diventata controllo è questione di stato, non di tipo. Guarda cosa succede quando il pranzo prende un’altra piega: se lasci correre e te la godi, il programma serve alle persone; se ogni scarto ti sembra un affronto, il carico è cresciuto, e questo parla del livello.

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